venerdì 26 dicembre 2008

sesso e amore fatti bene fanno bene

Monsignor Piergiorgio Ragazzoni, ospite del Rotary club Trieste al Circolo Ufficiali durante una conviviale e davanti ad una tavola ben imbandita, ha ripercorso di fronte ad un parterre du roi di anziani ancora ben vispi il concetto dell'amore espresso dalla prima Enciclica di Benedetto XVI, sul tema "Deus Caritas est". Il prelato ha sottolineato la novità dell'enciclica che propone una nuova visione dell'amore, e quindi dell'eros, tema quanto mai innovativo ed attuale. L'eros deve essere disciplinato e maturo, non riducendosi a puro sesso, ma deve essere l'unione di corpi e anime in perfetta armonia. Si tratta in sintesi del novissimo concetto, solo in parte anticipato dalla famosa scrittrice Liala, della necessità, anche per chi non ha una scelta di fede, di superare il dualismo tra spirito e corpo. Il rancio era buono ed abbondante, qualche lacrima sulle gote rugose di qualche bella signora persa in lontani ricordi. Deus vult.

mercoledì 24 dicembre 2008

Chi scende a Lomazzo?

"Ciao Gigi, come va?" "Ciao, beh sto andando a pagare i contributi per Alina, la mia colf." "Ma non sai che li puoi pagare in tabaccheria?" "Davvero, dal tabaccaio?" "Sì e puoi pagare anche per il riscatto laurea...meglio, no?"
Dallo spot del ministro Brunetta e dei tabaccai "Reti amiche".

"Grazie Gigi è stato un piacere vederti, che ne diresti di una cenetta tra noi due?" "Volentieri, conosco un ristorantino a Lomazzo...domani a mezzogiorno?" "Perfetto, vengo col treno."

L'amico di Gigi aspetta Gigi alla stazione di Lomazzo. Arriva il treno all'ora stabilita, ma Gigi non si vede.

L'amico, preoccupato, telefona a Gigi. "Ciao Gigi, come mai non sei venuto?" "Ma io ero sul treno..." "Allora?" "Beh, quando son arrivato ho sentito il capostazione che gridava: chi scende lomazzo, chi scende lomazzo. Oh, son mica scemo, ho proseguito."
Italia al tempo di Berlusconi/Dipietro

lunedì 22 dicembre 2008

ANNUNCI ECONOMICI

Lesioni personali.
Gino Macigno spacca gambe su commissione per 35 € ciascuna.
Sconto di 5€ per frattura esposta braccia.

giovedì 18 dicembre 2008

miseria e nobiltà

Maria, trovatella, dopo la dura scuola elementare religiosa delle Carmelitane scalze fu mandata a soli quindici anni a servizio dalla contessa Gaby von Presnitz e del di lei marito colonnello Hugo Hamburg.
Maria era magra come un chiodo per la tanta fame patita, oltre che rachitica il petto in dentro la pancia piccola tonda tipo terzo mondo e le chiappettine floscie come mandarini spremuti. In una parola una bella giovine, almeno agli occhi del colonnello Hugo che tutta vita aveva dovuto tenersi quel orrendo sgorbio della Gaby che aveva sposato solo per soldi e per titolo salvo poi accorgersi che soldi non ve ne erano e anche il titolo era di dubbia origine.
Ora la contessa Gaby si interessava solo di canasta e ogni giorno dalle tre alle otto di sera era gran batter carte con le sue tre amiche duchessa Asburgica Lorena, marchesa Lorena Asburgo e Pinuccia la verduraia.
Il colonnello aveva fatto tutta la sua carriera in fureria perchè era terrorizzato dalle armi, se non della sua stessa ombra. Raccontano i suoi amici che una volta che fu chiamato in commissione disciplina perchè non aveva visto passare il generale Ucci Fossombrone e conseguentemente non lo aveva salutato insomma se l'era fatta addosso ma non metaforicamente bensì sustanzialmente ragion per la quale era stato degradato ed espulso dal suo corpo.
Oramai la vita di Hugo era senza scopo stava tutto il giorno a casa girando in tondo come un bambolotto e quando arrivavano le Signore della canasta correva a chiudersi in bagno per la vergogna che provava.
Ma un giorno maledetto giorno! Maria era in questo bagno padronale che puliva la vasca in finta porcellana. Il colonnello era spaparanzato sul divano di finta pelle con la sua vestaglia migliore di raso rosso di polimeri e foulard negligentemente annodato al collo centopercento nylon quando suona il campanello di casa. Chi sarà? Ah, quelle orrende vecchiacce puzzolenti della canasta.
Il poveretto se ne era scordato salta su di botto e si fionda in bagno dove normalmente si chiudeva nelle quattro ore del gioco di carte. Entra tutto sudato affannato vede queste povere chiappette disidratate per aria questo posteriore macilento questa gobbetta dolce non capisce più niente e pur essendo da anni sofferente di impotentia coeundi salta addosso a Maria come il leone sulla tenera gazzella nella savana. Ma prima ancora di iniziare l'osceno amplesso crolla a terra morto per l' emozione. Così fu che Maria conservò per sempre il fiore della sua innocenza ben custodito.
Nel testamento del colonnello Hugo era scritto che lasciava a Maria la sua collezione di soldatini di piombo. La Gaby si risposò appena passato il periodo di stretta vedovanza con il dr. Piorrea, impiegato comunale gran giocatore di canasta.
Il ricevimento, trecento persone, fu tutto sulle spalle di Maria, che lo organizzò nel cortile (g.c.) delle Carmelitane.
Non fu un gran successo.

giovedì 11 dicembre 2008

Cenone di Natale alla pensione Maria

Il cenone di Natale alla pensione Maria, Arta Terme, Carnia, veniva servita in cucina poichè l'orrida stamberga non aveva tinello.
Gli ospiti sedevano attorno ad un tavolaccio di legno tarlato senza tovaglia in questo stanzone che aveva al centro il tipico fogolar friulano carnico il cui camino purtroppo non tira mai bene, e questo non faceva eccezione. Al soffitto erano impiccati tre salami due formaggi e un quarto di bue coperto di vermi. Densa era la puzza di fumo, di porco, di latte rancido e di carne marcia.
In quell'anno di crisi 19.. una stramba compagnia vi era convenuta.
La signora Elvira faceva gli onori di casa e le presentazioni, anche perchè non partecipava nessuno degli ospiti dell'anno precedente. Ogni anno infatti cambiavano gli ospiti a Casa Maria. Mai un turista che si fosse presentato due volte di seguito.
Casa Maria non figurava sulle guide turistiche più prestigiose. Elvira, indicando due uomini, uno allampanato ed uno tracagnotto uno calvo ed uno con i capelli all'umberto disse. "Questi sono due buoni amici, Orazio Giorgis che fa il cantante confidenziale sulle grandi navi e Silvano Argenti , sarto da donna. Poi abbiamo il colonnello Ulrico Carletta con la signora Brigida e la famiglia Renzi con il signor Ottavio, la signora Colombina e i due ragazzi Enrichetto e Flavietta. Il signore seduto vicino al fuoco è il professore universitario Pallanza. Da ultimo le presento il conte Giovannino Gaveva, bronzo olimpico del 19.. specialità curling, che ci onora della sua presenza.
A nessuno era sfuggita l'evidente affettuosità con cui si guardavano sottecchi Orazio e Silvano, ed era anche curioso il fatto che il colonnello Carletta stesse seduto su tre cuscini. Dall'angolo destro del labbro di Enrichetto colava un filo grumoso di saliva limacciosa; Flavietta non guardava in faccia nessuno ed ogni tanto si nascondeva dietro al tovagliolo. Mamma Colombina era più larga che lunga e papà era attirato come da una calamita dal culone della bellissima Ramona, la servetta. Pallanza teneva sempre un dito nel naso, ne traeva pallottoline che poi passava sui lunghi capelli bisunti. Il conte Gaveva, uomo elegantissimo nel suo completo rigato di cachemire aveva purtroppo i gomiti lisi, troppo lisi. "Ramona avanti con gli antipasti" cacciò un urlo la Elvira. Cominciò così i cenone natalizio in quella triste locanda.

MENU NATALIZIO ALLA PENSIONE MARIA
A scelta tra tre scelte
ANTIPASTI: Frico semplice, frico con patate o frico con cipolla
PRIMI: Brodo finto con pastina o con risi o minestra di brovada
SECONDI: Fettina, formaggi o scatoletta a sorpresa dello chef
CONTORNO UNICO: Brovada
DESSERT: Formaggi, pomo o macedonia sciroppata
VINO: Acido della casa
CONDIMENTI: Margarina di alpeggio, olio di semi di rapa, aceto di vino della casa
Il cenone fu molto gradito dagli avventori che vollero poi complimentarsi di persona con lo chef Ivan, anche con un applauso alla presentazione della macedonia sciroppata.

sabato 6 dicembre 2008

altrove

qua e là
e quaquaqua

mercoledì 3 dicembre 2008

Come ti seduco la prof

La prof Clotilde Masuria in vacanza ad Arta Terme (Carnia) alla pensione Maria, una stella, si alzò presto quella mattina, deiettò, vuotò coscienziosamente il pitale nell'orto, non avendo il comodo di cesso, purtroppo il contenuto finì sulla testa del gatto che stava passando lì sotto, si lavò svelta le ascelle e solo quelle mentre le tettone ballonzonavano per il piacere solitario dell'altro ospite, papà Renzi che con la scusa della poliuria era uscito già da mezz'ora dal desolante talamo coniugale e occhieggiava dal buco della serratura. Clotilde bella pronta profumata scese quindi per la colazione. Erano le cinque antimeridiane perchè la ricca e fresca colazione di Casa Maria veniva servita appunto solo dalle cinque alle sei del mattino. Era la stessa Elvira che preparava e serviva il gustoso desinare. Caffè di cicoria all'americana con latte a conservazione annuale pane raffermo margarina dell'alpeggio e sugna di porco deceduto di morte innaturale. Quella mattina tutto a posto, a parte un attacco epilettico del giovane Renzi ed il mutismo imbarazzante della ragazza Renzi immobile faccia al muro per una crisi autistica. Mansuria mangiò svelta ed uscì sorprendendo altri due ospiti, i diversamente amici Orazio e Silvano che si baciavano in bocca dietro l'attaccapanni. Clotilde prese il viottolo che da Casa Maria portava alle terme, oltrepassò un ponticello traballante e cigolante sul torrente che attraversava la vallata e giunse all'edificio termale che pareva uscito da un incubo di un geometra ubriaco di grappa di Cabia. Il caseggiato era in pratica una grande tenda indiana in legno di faggio e col tetto di perlinato incatramato. Vi si accedeva attraverso un pertugio velato da una tendina di perline colorate. Già dall'esterno si percepiva il forte odore zolfigno di uova marce. La Mansuria si diresse decisa verso il tavolo della ricezione dove stava russando una anziana inservente gobba. Il saloncino era desolatamente vuoto fors'anche perchè erano appena le sei di un mattino uggioso umido nebbioso deprimente. Clotilde scosse violentemente il campanaccio di mucca posto sul tavolo allo scopo di richiamare l'attenzione del personale latitante o come nel caso dormiente. La gobba sobbalzò e si mise ad urlare parole e bestemmie incomprensibili nel suo idioma celto-carnico. "Si calmi cara signora - fece la dolce Clotilde - desidero solo prenotare i miei soliti trattamenti di bellezza." "Dica pure - fece la scocciatissima gobbetta." "Allora tre bicchieri di acqua pudia giornalieri ed il massaggio speciale." "Per l'acqua pudia si serva direttamente alla fontanella, nel frattempo chiamo Omar, il nuovo massaggiatore. Fanno 15 lire per tutto il mese."Mentre la querimoniosa infermiera si allontanava zoppicante, Clotilde si bevve avidamente tre bicchieri di quell'acqua melmosa, già pregustando il sottile piacere così simile all'orgasmo che è la deiezione nelle persone afflitte da stipsi. "Eccomi signora." la sorprese una voce cavernosa da dietro le sue spalle. Ella si volse e scorse con maraviglia un gigante nero completamente nudo cosparso d'olio con solo un asciugamanino stretto in vita e due eleganti infradito ai piedi. Era il massaggiatore Omar che l'accompagnò gentilmente in un lurido stanzino adiacente con tracce visibili di deiezioni topesche sul pavimento. "Mettiti tutta ignuda presto - ansimò il mastodontico Mandingo - e stenditi prona sul lettino." Clotilde ingenua prontamente obbedì senza chiedersi il perchè dell'erigersi improvviso del piccolo asciugamano che scarsamente copriva le pudenda del Nubiano ormai completamente fradicio di olio sudore e libidine. Ella dunque si accomodò e non potè vedere il ghigno mostruoso dell'Ottentotto che si apprestava a fare atti impuri, anzichè massaggi. Ma l'innocenza della anziana signorina non fu nemmeno quella volta violata poichè l'effetto dell'acqua pudia si fece in quell'istante sentire provocando una tempesta di schizzi di materiale organico dalle viscere della vergine.La dura asta dell'intrepido aborigeno si sciolse come neve al sole e lo stesso uggiolando come il cucciolo del gorilla sparì dal luogo del tentato oltraggio. Clotilde rivestitasi con calma si ripromise per l'indomani di farsi il massaggio prima dell'assunzione dell'acqua pudia.

sabato 29 novembre 2008

In morte di Rossella Kuguluff

O passante! Non meravigliarti se vicino alle tombe comuni del cimitero tutte scagazzate da gattacci e colombi c'è un meraviglioso sepolcro di marmo puro di Aurisina tutto screziato di strass con una lapide di oro zecchino con su scritto da un poeta famoso: Quivi giace Rossella Rossi in Kuguluff che nacque elegante visse elegante morì elegante. Effettivamente era figlia legittimissima del vicerè delle Indie Janez e della contessa von Cachemire de China. Nacque con una camicetta tutta di pizzo e di organza, frequentò le scuole svizzere nel Cantone dei Grigioni, sposò Edy von Kuguluff della dinastia dei von Kuguluff, discendenti da Mastro Kuguluff senza von aggiunto dopo aver inventato il presnitz e adesso tutti i più fini elegantoni mangiano solo presnitz von Kuguluff anche se sono assai più cari degli altri presnitz. Visse nel lusso più estremo yacht i servi in polpe e tutti gli ospiti senza cravatta ma con bellissimi foulard tutti e solo di seta bianca di bachi selezionati dai bachicultori del Collio che solo loro sanno allevar bachi come che si deve. In tutte le sue varie case, residenze, anche appartamentini al minimo c'erano rubinetti in argento ma normalmente solo in oro ed il resto dell'arredamento era in stile con questa magnificenza. Godette questa bella vita circondata dalla stima e dalla considerazione della città intera che beveva i suoi scritti (era anche pubblicista, per passare il tempo) come se fossero bicchieri di tocai di Felluga a temperatura ambiente, come vanno bevuti. Anche quando smorì di vecchiaia lo fece vestita tutta brandizzata (firmata n.d.A.) nei suoi freschi lenzuoli di fiandra esalando l'ultimo respiro in una nuvola di profumo freschissimo non in quella puzza in cui muoiono i vecchiacci sporchi senza un euro.

giovedì 27 novembre 2008

educazione sessuale

Carletto, trovatello, dopo una scarna istruzione nel convento delle Carmelitane scalze, viene inviato a casa del duca Baldino Fresco Bono dei principi von Presnitz come apprendista cameriere. La nobil residenza trovavasi esattamente dietro al convento delle Carmelitane , sicchè era problematico dormire di mattina presto a causa del forte clangore dei ferri dei duellanti all'alba. Però Carletto era ugualmente contento perchè ammirava molto la beltà e il decoro della nobiltà cittadina. Quel però che lo impensierì e lo ha poi segnato per tutta la vita fu che la signora Aurora, governante del principe-duca, sempre vestita con cose di cuoio nero, gli impose sin da subito una divisa composta da un grembiule nero con crestina inamidata bianca e guanti di organza bianchi. Vi era in tale mise un che di ambiguo per non dir losco che il piccolo Carletto avertiva inconsciamente senza comprensione piena atteso che alla scuola delle Carmelitane non era ancora prevista l'ora di educazione sessuale.

martedì 25 novembre 2008

l'avvocato al bifè

Entra nel bifè un vegliardo, piccolo, ingobbito, emaciato, tremolante. Il personale lo saluta calorosamente. Caro avvocato, benvenuto, caro avvocato ben trovato. Un avventore lo saluta con maggiore familiarità. Avvocato carissimo, ma sa che la trovo benissimo. Sì, effettivamente mi sento bene, non felice, ma sereno, dopo quelle due terribili operazioni e quel lutto recente che lei sa.
Arriva il cameriere. Avvocato, oggi abbiamo quel che fa per Lei, un bel brodo e carne lessa. Sì, sì, un brodo coi risi. Sarà servito come la comanda.
Intanto l'amico. Ma avvocato carissimo, più la guardo più la vedo bene, in gran forma.
Grazie, caro, intanto le dico che questo brodo è buonissimo e bollente, come mi piace.
L'amico se ne va e l'avvocato si beve golosamente il suo brodo, inzuppandolo con due grossi pezzi di pane.
Arriva il cameriere col secondo e proprio in quel momento il vecchio sdentato strabuzza gli occhi e stramazza nel piatto di brodo.
Fu subito chiamato il 118, ma invano.

lunedì 24 novembre 2008

I tre governatori

L'Euroregione è un'invenzione speciosa e disgraziata di tre governatori, Haider della Carinzia, Illy del Friuli e Galan del Veneto.
Ora Haider è morto in un incidente stradale, Illy è stato bocciato dal corpo elettorale e Galan è sempre con le mani sotto il tavolo.

Il gagà allo spedale. Dramma in tre scene

Nella prima scena il gagà, bellissimo uomo ultranovantenne, entra con passo spedito e sicuro nella sala d'attesa del day surgery. Indossa una giacchina corta, camicia bianca, cravatta stretta, pantaloni sigaretta. Lo segue il maggiordomo ultraottantenne altrettanto elegante. Il gagà si siede, con sguardo fiero e scostante, in attesa del suo turno.
Nella seconda scena siamo nella pre-sala operatoria. Attendono due ragazzi e quattro donne anziane. Cinque dei sei sono terrorizzati, solo uno dei due ragazzi è algido e impassibile, l'altro è semisvenuto. Le quattro donne, chi con gli occhi aperti spaventati e acquosi chi con gli occhi chiusi, giacciono immote nei loro ridicoli grembiulini di plastica verde e cuffia intonata. Viene chiamata la più anziana, la più orrenda, la più disperata. Rientra dopo mezzora, ad operazione conclusa, ancora più ributtante. Sta bene, signora, fa il ragazzo imperturbabile. Scemo, fa il ragazzo semisvenuto, non vedi che è un uomo! Rivelazione, il bellissimo gagà over 90, cui era stata tolta la dentiera, si era come affilato e ammosciato nei lineamenti sì da sembrare un'orrida vecchiaccia.
Nella terza scena il gagà, rinfrancato, esce dallo spedale, seguito dal fedele servo, verso nuove avventure-

domenica 23 novembre 2008

dedica

Al Presidente che fece ququ al Cancelliere.