sabato 29 novembre 2008
In morte di Rossella Kuguluff
O passante! Non meravigliarti se vicino alle tombe comuni del cimitero tutte scagazzate da gattacci e colombi c'è un meraviglioso sepolcro di marmo puro di Aurisina tutto screziato di strass con una lapide di oro zecchino con su scritto da un poeta famoso: Quivi giace Rossella Rossi in Kuguluff che nacque elegante visse elegante morì elegante. Effettivamente era figlia legittimissima del vicerè delle Indie Janez e della contessa von Cachemire de China. Nacque con una camicetta tutta di pizzo e di organza, frequentò le scuole svizzere nel Cantone dei Grigioni, sposò Edy von Kuguluff della dinastia dei von Kuguluff, discendenti da Mastro Kuguluff senza von aggiunto dopo aver inventato il presnitz e adesso tutti i più fini elegantoni mangiano solo presnitz von Kuguluff anche se sono assai più cari degli altri presnitz. Visse nel lusso più estremo yacht i servi in polpe e tutti gli ospiti senza cravatta ma con bellissimi foulard tutti e solo di seta bianca di bachi selezionati dai bachicultori del Collio che solo loro sanno allevar bachi come che si deve. In tutte le sue varie case, residenze, anche appartamentini al minimo c'erano rubinetti in argento ma normalmente solo in oro ed il resto dell'arredamento era in stile con questa magnificenza. Godette questa bella vita circondata dalla stima e dalla considerazione della città intera che beveva i suoi scritti (era anche pubblicista, per passare il tempo) come se fossero bicchieri di tocai di Felluga a temperatura ambiente, come vanno bevuti. Anche quando smorì di vecchiaia lo fece vestita tutta brandizzata (firmata n.d.A.) nei suoi freschi lenzuoli di fiandra esalando l'ultimo respiro in una nuvola di profumo freschissimo non in quella puzza in cui muoiono i vecchiacci sporchi senza un euro.
giovedì 27 novembre 2008
educazione sessuale
Carletto, trovatello, dopo una scarna istruzione nel convento delle Carmelitane scalze, viene inviato a casa del duca Baldino Fresco Bono dei principi von Presnitz come apprendista cameriere. La nobil residenza trovavasi esattamente dietro al convento delle Carmelitane , sicchè era problematico dormire di mattina presto a causa del forte clangore dei ferri dei duellanti all'alba. Però Carletto era ugualmente contento perchè ammirava molto la beltà e il decoro della nobiltà cittadina. Quel però che lo impensierì e lo ha poi segnato per tutta la vita fu che la signora Aurora, governante del principe-duca, sempre vestita con cose di cuoio nero, gli impose sin da subito una divisa composta da un grembiule nero con crestina inamidata bianca e guanti di organza bianchi. Vi era in tale mise un che di ambiguo per non dir losco che il piccolo Carletto avertiva inconsciamente senza comprensione piena atteso che alla scuola delle Carmelitane non era ancora prevista l'ora di educazione sessuale.
martedì 25 novembre 2008
l'avvocato al bifè
Entra nel bifè un vegliardo, piccolo, ingobbito, emaciato, tremolante. Il personale lo saluta calorosamente. Caro avvocato, benvenuto, caro avvocato ben trovato. Un avventore lo saluta con maggiore familiarità. Avvocato carissimo, ma sa che la trovo benissimo. Sì, effettivamente mi sento bene, non felice, ma sereno, dopo quelle due terribili operazioni e quel lutto recente che lei sa.
Arriva il cameriere. Avvocato, oggi abbiamo quel che fa per Lei, un bel brodo e carne lessa. Sì, sì, un brodo coi risi. Sarà servito come la comanda.
Intanto l'amico. Ma avvocato carissimo, più la guardo più la vedo bene, in gran forma.
Grazie, caro, intanto le dico che questo brodo è buonissimo e bollente, come mi piace.
L'amico se ne va e l'avvocato si beve golosamente il suo brodo, inzuppandolo con due grossi pezzi di pane.
Arriva il cameriere col secondo e proprio in quel momento il vecchio sdentato strabuzza gli occhi e stramazza nel piatto di brodo.
Fu subito chiamato il 118, ma invano.
Arriva il cameriere. Avvocato, oggi abbiamo quel che fa per Lei, un bel brodo e carne lessa. Sì, sì, un brodo coi risi. Sarà servito come la comanda.
Intanto l'amico. Ma avvocato carissimo, più la guardo più la vedo bene, in gran forma.
Grazie, caro, intanto le dico che questo brodo è buonissimo e bollente, come mi piace.
L'amico se ne va e l'avvocato si beve golosamente il suo brodo, inzuppandolo con due grossi pezzi di pane.
Arriva il cameriere col secondo e proprio in quel momento il vecchio sdentato strabuzza gli occhi e stramazza nel piatto di brodo.
Fu subito chiamato il 118, ma invano.
lunedì 24 novembre 2008
I tre governatori
L'Euroregione è un'invenzione speciosa e disgraziata di tre governatori, Haider della Carinzia, Illy del Friuli e Galan del Veneto.
Ora Haider è morto in un incidente stradale, Illy è stato bocciato dal corpo elettorale e Galan è sempre con le mani sotto il tavolo.
Ora Haider è morto in un incidente stradale, Illy è stato bocciato dal corpo elettorale e Galan è sempre con le mani sotto il tavolo.
Il gagà allo spedale. Dramma in tre scene
Nella prima scena il gagà, bellissimo uomo ultranovantenne, entra con passo spedito e sicuro nella sala d'attesa del day surgery. Indossa una giacchina corta, camicia bianca, cravatta stretta, pantaloni sigaretta. Lo segue il maggiordomo ultraottantenne altrettanto elegante. Il gagà si siede, con sguardo fiero e scostante, in attesa del suo turno.
Nella seconda scena siamo nella pre-sala operatoria. Attendono due ragazzi e quattro donne anziane. Cinque dei sei sono terrorizzati, solo uno dei due ragazzi è algido e impassibile, l'altro è semisvenuto. Le quattro donne, chi con gli occhi aperti spaventati e acquosi chi con gli occhi chiusi, giacciono immote nei loro ridicoli grembiulini di plastica verde e cuffia intonata. Viene chiamata la più anziana, la più orrenda, la più disperata. Rientra dopo mezzora, ad operazione conclusa, ancora più ributtante. Sta bene, signora, fa il ragazzo imperturbabile. Scemo, fa il ragazzo semisvenuto, non vedi che è un uomo! Rivelazione, il bellissimo gagà over 90, cui era stata tolta la dentiera, si era come affilato e ammosciato nei lineamenti sì da sembrare un'orrida vecchiaccia.
Nella terza scena il gagà, rinfrancato, esce dallo spedale, seguito dal fedele servo, verso nuove avventure-
Nella seconda scena siamo nella pre-sala operatoria. Attendono due ragazzi e quattro donne anziane. Cinque dei sei sono terrorizzati, solo uno dei due ragazzi è algido e impassibile, l'altro è semisvenuto. Le quattro donne, chi con gli occhi aperti spaventati e acquosi chi con gli occhi chiusi, giacciono immote nei loro ridicoli grembiulini di plastica verde e cuffia intonata. Viene chiamata la più anziana, la più orrenda, la più disperata. Rientra dopo mezzora, ad operazione conclusa, ancora più ributtante. Sta bene, signora, fa il ragazzo imperturbabile. Scemo, fa il ragazzo semisvenuto, non vedi che è un uomo! Rivelazione, il bellissimo gagà over 90, cui era stata tolta la dentiera, si era come affilato e ammosciato nei lineamenti sì da sembrare un'orrida vecchiaccia.
Nella terza scena il gagà, rinfrancato, esce dallo spedale, seguito dal fedele servo, verso nuove avventure-
domenica 23 novembre 2008
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