Nella prima scena il gagà, bellissimo uomo ultranovantenne, entra con passo spedito e sicuro nella sala d'attesa del day surgery. Indossa una giacchina corta, camicia bianca, cravatta stretta, pantaloni sigaretta. Lo segue il maggiordomo ultraottantenne altrettanto elegante. Il gagà si siede, con sguardo fiero e scostante, in attesa del suo turno.
Nella seconda scena siamo nella pre-sala operatoria. Attendono due ragazzi e quattro donne anziane. Cinque dei sei sono terrorizzati, solo uno dei due ragazzi è algido e impassibile, l'altro è semisvenuto. Le quattro donne, chi con gli occhi aperti spaventati e acquosi chi con gli occhi chiusi, giacciono immote nei loro ridicoli grembiulini di plastica verde e cuffia intonata. Viene chiamata la più anziana, la più orrenda, la più disperata. Rientra dopo mezzora, ad operazione conclusa, ancora più ributtante. Sta bene, signora, fa il ragazzo imperturbabile. Scemo, fa il ragazzo semisvenuto, non vedi che è un uomo! Rivelazione, il bellissimo gagà over 90, cui era stata tolta la dentiera, si era come affilato e ammosciato nei lineamenti sì da sembrare un'orrida vecchiaccia.
Nella terza scena il gagà, rinfrancato, esce dallo spedale, seguito dal fedele servo, verso nuove avventure-
